Moto Morini 175 Bialbero

La 175 Bialbero rappresenta l’evoluzione della Rebello Bialbero da Gran Fondo. Fondamentale, per la realizzazione e lo sviluppo, fu l’arrivo in Moto Morini dell’esperto tecnico Nevio Biavati, ex Mondial.

Del Rebello venne mantenuto il solo gruppo termico; i carter furono realizzati con ampio utilizzo di magnesio ed il cambio fu portato a sei rapporti. Le misure di alesaggio (60 mm) e corsa (61 mm) di questo motore sono le stesse del Rebello, ma grazie alla cura dei materiali ed alla continua opera di sviluppo ed affinamento di Biavati, questo esemplare gira ad oltre 12000 giri.

Su questa moto nulla fu lasciato al caso: particolare attenzione fu dedicata al contenimento del peso, a partire dalla lamiera utilizzata per le sovrastrutture che ha uno spessore di soli 0,6 mm e che, insieme all’utilizzo del magnesio e a svariati alleggerimenti, ha permesso di avere una moto che pesa meno di un quintale. Biavati nei suoi appunti definisce questo esemplare come la moto numero 3, sembrerebbe quindi che vi fossero altre due moto, ma questa è una supposizione in quanto non vi è alcun documento ufficiale che possa confermare questa tesi, né ad oggi vi sono notizie di un altro 175 Bialbero.

Questa moto fu portata in gara dal pilota Damiani, che vinse il campionato Italiano di categoria dal 1959 al 1963. Si narra che quando fu ritirata dalle competizioni sia stata regalata al distributore della Moto Morini in Francia Couturier che la fece partecipare a diverse competizioni in territorio francese con pilota Jan Pierre Beltoise. Questo esemplare fu in seguito acquistato da un collezionista parigino, Andrè Kenè. Alla fine degli anni ottanta l’attuale proprietario della moto Corrado Cossettini esperto e collezionista di moto da corsa “175” iniziò un lungo corteggiamento durato ben nove anni, fino a quando un mattino del 1997 il telefono di casa Cossettini squillò e Andrè Kenè disse: “Ho sei persone in fila per questa moto, tu sei il primo della lista, la vuoi ancora?” La risposta fu un si e Corrado Cossettini corse in Francia a concludere la trattativa, riportando la moto in Italia. Una moto che può vantare il numero d’iscrizione 200.000 al Registro storico FMI.

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